Quante mani servono per fare una mano? Gli spazi densi di FRA!

Non so se qualcuno di voi da piccolo ha mai ricevuto in regalo un libro di Richard Scarry. Io per esempio avevo il “Primo Dizionario”. Se avete avuto un suo libro siete stati fortunati.
I disegni di Scarry sono densi e colorati e mi piaceva guardarli attentamente; potevi trovare sempre un piccolo personaggio nascosto da qualche parte. I bambini sono curiosi e spulciano tra le cose per assimilare tutto. L’uomo adulto anche è curioso ma spesso lo dimentica.Ecco il perché di questa premessa: una sera vado ad un festival musicale, quei festival dove vengono esposte ai muri opere di illustratori e vedo per la prima volta Francesco Caporale aka FRA! immergendomi come allora nei dettagli.
I disegni di FRA! sono pieni di forme e devi proprio concentrarti bene per riconoscerle tutte. Ogni piccolo elemento contribuisce a creare un tutt’uno omogeneo e avvolgente. Questa è l’intervista che ho voluto fargli.

1. Ciao Francesco, o meglio FRA!, per cominciare ti chiedo una piccola presentazione di te stesso.

Sono nato e cresciuto in una realtà piccola di provincia del profondo sud, Altomonte.

I miei studi sono stati scientifici, nonostante fosse chiarissimo a tutti quanto mi andavano stretti e infatti la mia indole artistica ha avuto la meglio già all’esame di maturità, quando presentai una tesi “illustrata” sull’ombra, scoprendo il piacere di associare immagini a parole.

Al momento di decidere cosa fare della mia vita, ebbi pochi dubbi e sbarcai a Milano per il corso di laurea in Graphic Design & Art Direction alla NABA.

Scelsi il corso serale perchè dovevo mantenermi da solo e nonostante fossi diviso fra mille lavori per sopravvivere al caro vita della città, sono riuscito a concludere gli studi il 3 Luglio del 2013.
Continuando a lavorare nell’ambito della ristorazione, ho iniziato a collaborare con alcune agenzie di comunicazione di Milano, ma la mia formazione classica liceale mi ha portato alla ricerca di un mio linguaggio, cercando quel giusto mezzo (Est modus in rebus) fra forma e contenuto.

FRA! Workspace

FRA! Workspace

2. Solitamente le persone che fanno della loro passione il proprio lavoro sono spinte da una grande furia. Nel tuo caso cosa ti spinge ad illustrare? E come è iniziato tutto?

Da quando sono piccolo mi ha contraddistinto questa indole artistica, ma questo credo sia naturale e comune, come succede alla maggior parte dei miei colleghi… ma se mi chiedi cosa mi spinge a disegnare, ti rispondo che è solo il desiderio irrefrenabile di “comunicare”.

Ho voglia di dire la mia, di farmi capire e condividere, ora che è così facile farlo sui social ma così difficile nella realtà.

Mi spaventa quanto le persone parlino ma quanto comunichino davvero. Io cerco di creare questo contatto con gli altri, di chiamare fin dentro casa chi mi segue, per farmi capire e capire a mia volta.
Vado costantemente alla ricerca di una connessione.

3. Guardando i tuoi disegni ‘densi’ viene da chiedersi: c’è un punto da cui preferisci partire per riempire il foglio?

Partendo dall’alto a sinistra, come quando si scrive.

4. Parliamo un po’ dei tuoi metodi di lavoro, spiegaci come realizzi le tue illustrazioni e i materiali che usi.

I materiali che uso sono semplici, o meglio, ESSENZIALI: un foglio di carta e una penna. Punto. Nessun pennello di pelo di camoscio d‘oro (anche perché non credo esista!)… preferisco dar peso al contenuto, anche se spesso le mie illustrazioni sono solo frutto di fantasia. Ci sono momenti in cui non nascondono nessun concetto e nessun fine. La mia dose d’ignoranza!

Dunque vado costantemente alla ricerca di un giusto mezzo fra segno e significato e per farlo uso spesso pennini a punte varie, in modo da creare varie dimensioni per vari livelli di lettura.

didascalia 1

Gli strumenti ESSENZIALI

5. Al giorno d’oggi molti illustratori usano il digitale, mentre tu disegni con i guanti e le penne su fogli grandissimi o su fogli moleskine. Qual è il tuo rapporto con il digitale? Ogni tanto lo utilizzi?

In realtà per velocizzare e ottimizzare i tempi, devo ricorrere spesso al digitale… è una chiave fondamentale nella crescita professionale.

Escludere il digitale dal manuale o il contrario, indubbiamente ti limita. Per essere davvero completo, devi operare a 360 gradi con tutti i mezzi che hai a disposizione.

6. Guardando la tua pagina Facebook sono stata colpita dalla Pasticca N.3 e dal relativo foglietto illustrativo. Ci puoi parlare di questa serie di disegni?

Il disegno rientra in un progetto nato quest’estate, Pasticche di Saggezza.

L’idea è quella di reinventare le popolari pillole di saggezza e riadattarle a situazioni e soggetti moderni.
Ho dovuto solo trasformare le idee che mi frullavano in testa in immagini e accompagnarle a parole efficaci che rendessero il messaggio. Per questa parte mi sono fatto aiutare da un’amica, Alice Piscitelli. Ora siamo entrambi menti ed entrambi braccia.

Le pasticche sono diventate per noi il luogo dove la riflessione lucida e spassionata dei nostri nonni si incontra con la metropoli del 21 secolo: con il sushi, con la critica spietata e, nel caso della 3, con il selfie. In questo caso, abbiamo voluto mettere l’accento su un atto che sa di autocelebrazione e troppe volte vuole rendere forzatamente interessante cose che non lo sono.

Ma il nostro progetto non si basa sulla critica, non vogliamo essere o apparire superiori.
Ci limitiamo ad osservare e descrivere la realtà. È questo il nostro scopo.

Pasticca N.3: Non ti curar di loro ma guarda e selfa!

Pasticca N.3: Non ti curar di loro ma guarda e selfa!

7. Tra i tuoi disegni ho scelto di mettere questo nel mio soggiorno (Give a Hand). Ogni volta che lo vedo scopro una mano nuova!! Mi viene da chiederti guardando questo e anche gli altri disegni (fatta eccezione per Color) se c’è una ragione dietro alla dominanza del bianco e nero o è perché ti piace e punto (che poi è una delle ragioni più sensate).

Il bianco e nero dei miei disegni rimanda direttamente al bianco e nero della scrittura.

Affido alle mie illustrazioni un messaggio esattamente come uno scrittore affida alle parole il suo. Questo è il motivo per cui semino nei miei lavori faccine che sono sul punto di dire qualcosa: le persone aspettano che parli, ma in realtà l’insieme ha già detto tutto.

Give a hand!

Give a Hand

Color

Color

8. Da amante dei tatuaggi mi viene sempre da pensare che chi ha un talento su carta debba anche trasferirlo sulla pelle. Ti è mai capitato di disegnare un tatuaggio per qualcuno? E se non è successo, ti piacerebbe?

Me l’hanno chiesto in tanti, ma non ho ancora voluto farne uno. Fare il tatuatore è il piano B, o forse C, della mia vita, anche perché non saprei da dove iniziare… e se un giorno qualcuno volesse tatuarsi una mia illustrazione, vorrei farla direttamente io.

Per concludere abbiamo chiesto a FRA! di ridisegnare il nostro logo nel suo stile. Devo dire che siamo davvero emozionati per questo regalo.
Eccolo!

FRA! Per Anatomie der Form

FRA! Per Anatomie der Form

Di seguito tutti i link per seguire FRA!

https://www.facebook.com/francescocaporalefra
https://www.behance.net/FRA-DESIGN
http://it.pinterest.com/DESIGNFRA/
https://twitter.com/DESIGNFRA

 

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