Fotografare le cose che cambiano – un’intervista a Mattia Zoppellaro

Rovigo è una città del Veneto divenuta recentemente famosa per aver vinto il titolo di città più noiosa d’Italia. Essendoci nato e, per il momento, vivendoci non posso effettivamente definirla la città più viva ed interessante che ci sia. Ma credo possieda più pregi di quanto possa apparire.
Fra questi (e forse si tratta del più importante) c’è il fatto che possieda un buon numero di notevoli talenti nei principali campi artistici. E che questi, nonostante i successi, mantengano integra un’umiltà davvero rara.
E’ anche per questa ragione che stavolta ho voluto intervistare proprio uno di questi talenti, uno dei nomi più importanti nati in Polesine: Mattia Zoppellaro.

Ho conosciuto Mattia un paio di anni fa, all’entrata di una piccola osteria di Rovigo, mentre eravamo a fumare riparati da quell’umidità densa e gelida che hanno solo gli inverni di Rovigo. Non sapevo minimamente chi fosse, l’unica soggezzione era data dall’altezza –imponente. E così, come mio solito, mi sono lasciato andare ad una chiacchierata piuttosto prolissa. Ricordo, ancora oggi divertito, di avergli chiesto ad un certo punto “ah ma fai fotografie? Buono a sapersi, lasciami un contatto che un bravo fotografo potrebbe essermi utile, non si sa mai!”
Solo il giorno dopo, visitando il suo sito, ho scoperto che alcune delle foto di Patty Smith più conosciute e rappresentative erano opera sua. Mattia Zoppellaro ha infatti collaborato con le riviste più importanti che possano venirvi in mente: Rolling Stone, Sunday Times Magazine, CQ, Vanity Fair, Mojo, El Pais Semanal e molti altri. Ed ha ritratto i grandi nomi sacri della musica e non solo, diventando uno dei migliori ritrattisti italiani nel mondo.
Così l’ho incontrato, nella più classica ruralità rodigina, per realizzare questa video-intervista in cui ci racconta il suo rapporto con la fotografia, con l’ironia, gli incontri più importanti della sua carriera e qualche curiosità:

 

Francesco Cossiga fotografato da Mattia Zoppellaro

Le boccacce di Francesco Cossiga

 

Depeche Mode fotografati da Mattia Zoppellaro

“Quando ho fotografato i Depeche Mode non avevo praticamente mai sentito niente al di fuori delle loro Swiss Made”

 

Giulio Andreotti fotografato da Mattia Zoppellaro

Giulio Andreotti: “…vedi questa sua staticità, che è quasi grottesca”

 

Dal reportage Dirty dancing

Dal reportage Dirty dancing, sul mondo dei rave party europei

 

Dal reportage Straight outta pikine

Dal reportage Straight outta pikine, sul mondo hip hop del Senegal

 

Lou Reed fotografato da Mattia Zoppellaro

Lou Reed: “si è rivelato essere estremamente affascinante, nel senso più oscuro del termine”

 

Patti Smith fotografata da Mattia Zoppellaro

Patti Smith: “mi ha affascinato molto per il suo modo di essere, sostanzialmente, una mamma punk”

 

Johnny Rotten fotografato da Mattia Zoppellaro

Johnny Rotten: “l’ho trovato appassionatissimo di calcio, abbiam fatto delle chiacchierate lunghissime sull’Arsenal”

 

Jarvis Cocker fotografato da Mattia Zoppellaro

Jarvis Cocker: “un talento nel posare”

 

Dario Argento fotografato da Mattia Zoppellaro

Dario Argento: “sono sempre stato un suo grandissimo fan”

 

Wes Anderson fotografato da Mattia Zoppellaro

Wes Anderson: “Si fa conoscere estremamente poco”

 

Dal reportage Pavee

Dal reportage Pavee, sul mondo dei gipsy irlandesi: “è forse il mio primo reportage…chiamiamolo maturo”

 

Dal reportage Pavee

Dal reportage Pavee, sul mondo dei gipsy irlandesi

 

Dal reportage Pavee

Dal reportage Pavee, sul mondo dei gipsy irlandesi

 

Mattia Zoppellaro e Bono Vox

Mattia Zoppellaro e Bono Vox

 

Mattia Zoppellaro e Lou Reed

Mattia Zoppellaro e Lou Reed

 

Per altri suoi lavori: www.mattia-z.com

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