Il punk visivo della Glitch art

Vengo da un percorso di studi in ambito musicale, quindi conosco abbastanza bene le tipologie di sperimentazione che attraversano la storia della musica, che sia pianoforte preparato, circuit bending o ricampionatura analogica.
Ignoravo però che, in ambito visivo, potesse esistere un corrispettivo. Ho sempre pensato che la sperimentazione video fosse relativamente limitata ad un ambito analogico, ad esempio con l’uso del grandangolo che fa Welles o con gli obiettivi astronomici di Kubrick, o ad un ambito digitale, con tutto il suo universo cgi o di post produzione.
C’è invece una linea di confine, assolutamente meno netta e molto più vasta di quanto verrebbe da pensare, che sto iniziando a conoscere lavorando in ambito di live visual: la glitch art visuale. (Leggi tutto…)

Wunderkammer #9

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Vari modi di affrontare la complessità

Sono convinto che la contemporaneità sia spesso caratterizzata dalla semplificazione. E’ un aspetto che credo possiamo riscontrare ogni giorno: i social, il marketing, i modelli di espressione e comunicazione, il modo di porsi, la fruibilità delle interfacce, tutto è teso ad una semplicità finale, al farci sentire a nostro agio, all’immediatezza, all’essere diretti, alla user experience.
E’ una peculiarità, spesso un aspetto notevole. Ma nell’arte non tutto è semplice. Come il nostro sentire, questa si muove anche in territori complessi e contraddittori, interrogandosi e confrontandosi con ambiti difficili, incogniti, nebulosi.
Ho voluto dedicare questo articolo ad alcune opere d’arte che cercano di addentrarsi proprio in questi territori ignoti. Ecco a voi quindi alcuni modi di affrontare la complessità. (Leggi tutto…)

Wunderkammer #8

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Wunderkammer #7

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Fotografare le cose che cambiano – un’intervista a Mattia Zoppellaro

Rovigo è una città del Veneto divenuta recentemente famosa per aver vinto il titolo di città più noiosa d’Italia. Essendoci nato e, per il momento, vivendoci non posso effettivamente definirla la città più viva ed interessante che ci sia. Ma credo possieda più pregi di quanto possa apparire.
Fra questi (e forse si tratta del più importante) c’è il fatto che possieda un buon numero di notevoli talenti nei principali campi artistici. E che questi, nonostante i successi, mantengano integra un’umiltà davvero rara.
E’ anche per questa ragione che stavolta ho voluto intervistare proprio uno di questi talenti, uno dei nomi più importanti nati in Polesine: Mattia Zoppellaro.
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Wunderkammer #6

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L’ondata (sonora) di nostalgia per trentenni

Youtube, pomeriggio noioso. Comincio una pigra ricerca di musica nuova, navigando da un video all’altro in base a quanto mi attira l’anteprima.
Mi cade l’occhio su questo disco, arancione e blu acido che delineano il profilo stilizzato di un volto che proietta la sua ombra di fronte a sé, quasi a sdoppiarsi.
Com Truise – Dreambender.

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L’animazione che non ti aspetti

Quando mi trovo a parlare di lungometraggi animati con qualcuno mi rendo conto che la stragrande maggioranza delle persone li associa immediatamente e soltanto ai cartoni animati commerciali. Di questi buona parte pensa all’animazione 3d, ai prodotti targati Pixar e Dreamworks. I più nostalgici ai classici Disney. I più colti a Hayao Miyazaki, Tim Burton, Mamoru Oshii o Sylvain Chomet.
Eppure il film di animazione ha una storia alle spalle notevole e niente affatto legata alla sola formula, diciamo più o meno classica, del cartone animato. E’ spesso una forma d’arte nel senso più alto della parola. (Leggi tutto…)

Wunderkammer #5

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